Curare l'emicrania

Curare gli attacchi di emicrania con i farmaci



  • Gli analgesici
    A questa categoria appartengono numerosi farmaci, ma i più usati sono quelli a base di paracetamolo (per esempio, la Tachipirina), di acido acetilsalicilico (come l'Aspirina), oppure a base di entrambi i principi attivi (come la Neocibalgina). Di assoluta importanza è leggere le istruzioni prima di prendere un analgesico.
  • L'ergotamina
    Questo farmaco è probabilmente quello più adatto per curare gli attacchi di emicrania. Agisce inducendo una costrizione dei vasi sanguigni, in particolar modo dell’arteria carotide esterna.
    In commercio sono disponibili diversi preparati: nella maggior parte dei casi l’ergotamina è associata a caffeina e tranquillanti.
  • I tranquillanti
    Chi fa uso regolare di farmaci e soffre di attacchi ricorrenti di emicrania dovrebbe sempre prestare una certa attenzione: molti farmaci, infatti, contengono sostanze che, nelle persone predisposte, possono indurre mal di testa.
    In particolare modo, la caffeina, presente in diversi preparati, svolge un'azione costrittrice nei confronti dei vasi sanguigni: la diminuzione del calibro delle arterie potrebbe sfociare in un attacco di emicrania.

Prevenire l'emicrania

Prevenire gli attacchi di emicrania con i farmaci

Una cura preventiva, diretta cioè a prevenire gli attacchi di emicrania, è adatta soltanto in casi particolari. In pratica, si può affermare che quando l’emicrania arriva a compromettere seriamente la qualità della vita, allora è il caso di intraprendere una cura "importante".
Molte persone, infatti, a causa del mal di testa, sono costrette a interrompere il lavoro, oppure non possono fare progetti a lunga scadenza, poiché temono sempre l’arrivo dell’emicrania.
In genere, gli specialisti consigliano una cura preventiva quando gli attacchi si ripetono molto di frequente, ogni 10-15 giorni, e quando sono particolarmente violenti e duraturi al punto da costringere la persona a rimanere a letto anche quando il momento di crisi è passato.
Prima di iniziare la cura preventiva, è necessario, che la persona si sottoponga ad alcune visite accurate: un fisico fuori-forma non può essere sottoposto allo “stress” di una cura farmacologica.
È importante che la persona sia sinceramente convinta dell’efficacia della cura e che abbia fiducia ne medico curante. Il successo della cura preventiva è, infatti, dovuto non soltanto all’efficacia dei preparati, ma anche ai metodi di assunzione: se la persona non è convinta che la cura funzionerà, tenderà a dimenticarsi i farmaci, compromettendo così definitivamente la buona riuscita del trattamento.
  • Gli antidepressivi
    La somministrazione dei farmaci antidepressivi come cura preventiva contro gli attacchi di emicrania si basa su due ragioni: da una parte questi farmaci svolgono un’effettiva azione analgesica, eliminando il dolore, dall’altra, curando la depressione, diminuiscono il rischio di emicrania. Sembra infatti che, in alcune persone, l’emicrania sia provocata dalla depressione.
    In ogni caso, i farmaci antidepressivi non sono i farmaci "elettivi" per la cura dell’emicrania, cioè non sono quelli che di solito vengono utilizzati. La loro somministrazione è indicata quando tutti gli altri farmaci non hanno sortito alcun effetto.
    Il farmaco più utilizzato è l’amitriptilina: le dosi oscillano dai 25 ai 100 milligrammi al giorno.
  • I calcio antagonisti
    I calcio antagonisti sono tra i farmaci più efficaci per la prevenzione degli attacchi di emicrania. Questa categoria di preparati previene il restringimento delle arterie, fermando il movimento degli ioni di calcio (da qui il nome di calcio antagonisti) nelle cellule muscolari dei vasi sanguigni.
    Questi farmaci, oltre che per prevenire l'emicrania, vengono utilizzati anche per curare malattie come l'ipertensione, l'angina pectoris e le aritmie cardiache, disturbi che spesso possono essere associati all'emicrania.
    Gli effetti di questi medicinali sugli attacchi di emicrania sono molto promettenti. In particolar modo, sembra che uno di questi preparati, la flunarizina, sia molto efficace. Questo farmaco è in grado di ridurre la frequenza degli attacchi nel 60-80 per cento dei casi. La cura, però, richiede pazienza: per raggiungere i risultati sperati sono necessari dai 4 ai 6 mesi di trattamento.
    La dose varia chiaramente da persona a persona, e a seconda della concentrazione del farmaco. Di solito, comunque, la dose che viene prescritta, è di 10 milligrammi di preparato, da assumere, preferibilmente, alla sera.
    Gli effetti collaterali più diffusi della flunarizina sono i seguenti: aumento del peso, nausea, vomito, stitichezza e forte sedazione, accompagnata spesso da sonnolenza.
  • I beta-bloccanti
    I farmaci beta-bloccanti sono molto utilizzati per la prevenzione dell’emicrania. Quello più efficace, che viene prescritto più frequentemente, è il propranololo, ma vengono utilizzati anche il nodololo, il metropololo e l’atenololo.
    Il propranololo ha dimostrato una buona efficacia su circa il 60-80 per cento dei pazienti trattati, che, nella maggior parte dei casi, risentivano dell’influenza positiva del farmaco anche quando sospendevano la cura. Anche in questo caso, però, ci vuole pazienza: la cura si protrae in genere per un periodo di tempo variabile dai 4 ai 6 mesi.
  • Gli antagonisti serotoninergici
    Questa categoria di farmaci inibisce l’azione della serotonina, una sostanza prodotta naturalmente dal corpo che sembra rivestire un ruolo fondamentale nel favorire un attacco di emicrania.
  • La diidroergotamina
    I farmaci a base di diidroergotamina riducono la pressione arteriosa del sangue e quindi prevengono la vasodilatazione tipica dell’emicrania. Proprio per questo motivo la diidroergotamina rappresenta il farmaco ideale per le persone che, oltre a soffrire di emicrania, hanno problemi di pressione alta.